Regolamento d'Istituto

PREMESSA


I. La scuola è considerata un’istituzione aperta, posta al servizio della società. Promuove iniziative di carattere culturale, ricreativo, sportivo anche in collaborazione con altri Istituti, enti o istituzioni di carattere culturale.

II. Tutte le componenti dell’Istituto collaborano tra di loro, sviluppando la collaborazione tra i singoli organi ferme restando le rispettive competenze.

III. Ogni modifica od integrazione del presente regolamento può essere apportata su richiesta del Presidente del Consiglio d’Istituto o di almeno un terzo dei componenti del Consiglio d’Istituto o della maggioranza di una delle assemblee (dei docenti, degli studenti, dei genitori, dei non docenti).

IV. La modifica è approvata a maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio d’Istituto.

V. Per quanto attiene alle attribuzioni e alle competenze dei singoli organi collegiali si fa riferimento a quanto previsto dal Testo Unico della Pubblica Istruzione del 1994.

VI. Per quanto attiene ai diritti e ai doveri degli studenti si fa riferimento al D.P.R. 24 giugno 1998, n.249 “Regolamento recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria” e al D.P.R. 21 novembre 2007 n. 235 “Regolamento recante modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno n. 249, concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”.

FREQUENZA SCOLASTICA


Art. 1 L’iscrizione ad un Istituto secondario superiore comporta l’accettazione della proposta educativa della scuola e dell’organizzazione della stessa.

Art.2 La frequenza degli alunni è pertanto obbligatoria a tutte le attività curriculari programmate, siano esse lezioni ordinarie, area di approfondimento, interventi di recupero, visite tecniche e/o di istruzione ecc…

Art.3 L’orario dell’attività didattica viene organizzato ogni anno dal Dirigente Scolastico coadiuvato da un’apposita commissione nominata dal Collegio dei Docenti “sulla base dei criteri generali stabiliti dal Consiglio d’Istituto e delle proposte del Collegio dei Docenti” (Art. 396, comma 2, lett. d, T.U. della P.I. 1994).

Art.4 Gli allievi sono tenuti ad entrare nelle rispettive aule nei cinque minuti che precedono l’inizio delle lezioni e non possono allontanarsi dall’Istituto prima della fine delle stesse. Durante gli intervalli gli studenti possono utilizzare i corridoi, l’atrio, i servizi igienici e la parte di cortile eventualmente assegnata. Il Dirigente Scolastico, sentiti i collaboratori, stabilisce i turni di sorveglianza durante l’intervallo.

Art.5 Agli alunni non è consentito uscire dall’aula durante le ore di lezione se non su autorizzazione dell’insegnante. Tali permessi non vengono, di regola, accordati durante le prime due ore di lezione né nel corso della quarta ora o di quella comunque successiva alla ricreazione. L’alunno che ha ottenuto il permesso di uscire dall’aula deve farvi ritorno nel più breve tempo possibile. Possono essere autorizzate esclusivamente uscite individuali.

Art.6 I cambi di aule o di insegnanti devono avvenire nel più breve tempo possibile; nel secondo caso gli allievi sono tenuti a rimanere all’interno delle proprie aule. Un eventuale permesso di uscita durante i cambi va concesso dall’insegnante assegnato alla classe nell’ora successiva.

Art.7 Il libretto personale è un documento dello studente e deve essere tenuto con cura.Le comunicazioni tra scuola e famiglia vanno trascritte sul libretto personale.In caso di smarrimento o di deterioramento il genitore o l’alunno maggiorenne devono farne denuncia al Dirigente Scolastico.Il primo libretto è gratuito. Il secondo, in caso di smarrimento, di deterioramento o nell’ipotersi in cui il primo sia esaurito, ha un costo che viene fissato dal Consiglio d’Istituto.

Art.8 La riammissione alle lezioni dopo un’assenza è subordinata alla presentazione della richiesta di giustificazione.La richiesta di giustificazione deve essere presentata nel giorno del rientro mediante libretto scolastico personale, a firma di uno dei genitori per gli alunni minorenni, a firma propria per i maggiorenni. La giustificazione spetta all’insegnante della prima ora di lezione che firma il libretto e provvede ad annotare sul registro di classe l’avvenuta giustificazione.

Art.9 In caso di assenze prolungate, non determinate da motivi di salute, la famiglia dell’alunno comunica preventivamente al Dirigente Scolastico o ad un suo collaboratore i motivi e la durata indicativa dell’assenza.

Art.10 In caso di numerose o ripetute assenze sarà cura dell’istituzione scolastica segnalare la situazione alla famiglia dell’alunno interessato.

Art.11 Le astensioni collettive dalle lezioni da parte degli allievi costituiscono sempre un’assenza ingiustificata. Nel caso di studenti minorenni dovrà essere presentata una dichiarazione del genitore di essere a conoscenza dell’astensione volontaria e arbitraria del proprio figlio dalle lezioni.

Art.12 Gli allievi sono tenuti a rispettare l’orario delle lezioni. Gli studenti che si presentano a scuola dopo l’inizio delle lezioni sono ammessi in classe dopo l’inizio dell’ora se il ritardo è motivato e non supera i 10 minuti. Per i ritardi superiori a 10 minuti l’ingresso deve essere autorizzato dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato.

Art.13 Le entrate in ritardo e le uscite anticipate sono autorizzate dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato.Le entrate in ritardo, se preventivamente giustificate dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato, sono ammesse entro le prime due ore di lezione e annotate sul registro di classe dall’insegnante dell’ora di entrata. Le uscite anticipate sono concesse, sempre dal Dirigente Scolastico o dai suoi delegati, non prima della quinta ora e annotate sul giornale di classe dall’insegnante dell’ora precedente l’uscita.

Art.14 In ogni momento è ammessa l’uscita anticipata per gravi motivi, solo in presenza di un familiare che si assume per iscritto la responsabilità del minore.

Art.15 Le entrate e le uscite autorizzate dal Dirigente Scolastico per tutto l’anno, vengono segnate sul registro di classe.

Art.16 Gli infortuni occorsi agli studenti vengono denunciati per iscritto.Il docente in servizio nella classe durante un infortunio cura, attraverso gli uffici di segreteria, l’eventuale chiamata dell’ambulanza e l’avviso alla famiglia.

RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIA


Art.17 L’istituzione scolastica si propone di promuovere quanto più possibile i rapporti con le famiglie nell’ottica della più ampia e costruttiva collaborazione all’attività educativa. Al fine di rendere condivisa, e quindi più efficace, l'azione educativa di scuola e famiglie, queste sono tenute a prendere atto e a rispettare il Patto di Corresponsabilità in cui si definiscono diritti, doveri e impegni di entrambe le parti.

Art.18 Gli insegnanti ricevono i genitori secondo le modalità stabilite ogni anno dagli organi competenti. Le modalità predette vengono comunicate mediante circolare.

Art.19 Il Dirigente Scolastico riceve gli allievi durante l’orario scolastico in base alla propria disponibilità e comunque previa autorizzazione del docente durante la cui ora si verifichi l’assenza dell’alunno. Il Dirigente Scolastico riceve i genitori previo appuntamento.

Art.20 L’accesso agli uffici di segreteria da parte delle famiglie è regolamentato secondo l’orario definito dal Consiglio d’Istituto e reso pubblico.

Art.21 E’ attivo in ogni sede dell’Istituto il CIC (Centro di Informazione e Consulenza), cui genitori e alunni possono rivolgersi, durante gli orari di apertura, per consulenze, previste dalla normativa vigente, finalizzate al miglioramento del benessere scolastico.

SPAZI AUTOGESTITI E RAPPRESENTANZA STUDENTESCA


Art.22 Ogni anno si costituisce il Comitato Studentesco, nominato fra i rappresentanti di classe.

Art.23 Il Comitato provvede a strutturare la propria organizzazione mediante un Regolamento che stabilisca le modalità di elezione del Presidente, del Segretario, l’articolazione in Commissioni per sede, le modalità di funzionamento compresa la possibilità, per ciascuna Commissione, di operare autonomamente e per singola sede.Il Regolamento viene inviato in visione al Consiglio d’Istituto.

Art.24 Le attività del Comitato si svolgono nei locali della scuola, previa comunicazione alla Presidenza, di norma in orario non curricolare. Previa autorizzazione, le riunioni del Comitato degli Studenti possono tenersi anche durante l’orario delle lezioni.

Art.25 Il Comitato Studentesco può richiedere le assemblee generali, esprimere pareri o formulare proposte al Consiglio d’Istituto, promuovere e coordinare in generale le attività studentesche.

Art.26 Le assemblee studentesche costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti (Art.13, comma 1, T.U. cit.).

Art.27 L’Assemblea d’Istituto è convocata per sede su richiesta della maggioranza della Commissione di sede del Comitato Studentesco o su richiesta del 10% degli studenti della sede (Art.14, comma 2 T.U. cit.). L’assemblea può avere la durata massima delle ore di lezione di una giornata, distribuite eventualmente anche in più giornate. La durata va richiesta tenendo conto delle attività previste ed è in funzione dell’Ordine del Giorno. Qualora i lavori dell’assemblea interessino solo parzialmente l’orario di lezione, nelle ore residue si svolge l’attività curricolare regolare.

Art.28 In relazione al numero dagli alunni ed alla disponibilità dei locali l’assemblea d’Istituto può articolarsi in gruppi di lavoro variamente organizzati (classi parallele, triennio – biennio, sezione, indirizzo ecc…)

Art.29 L’assemblea deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento, che indichi le modalità di elezione del Presidente, del Segretario verbalizzante e il funzionamento generale della stessa. Il regolamento viene inviato in visione al Consiglio d’Istituto.

Art.30 Gli studenti hanno diritto di chiedere un’assemblea di classe al mese nel limite massimo di due ore di lezione, sentita la disponibilità degli insegnanti di quelle ore. L’assemblea viene convocata dai rappresentanti di classe.

Art.31 Ogni assemblea va richiesta al Dirigente Scolastico con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data indicata, unitamente all’O.d.G. su cui si intenda dibattere.

Art.32 Le assemblee non possono essere tenute sempre nello stesso giorno della settimana e durante le stesse ore di lezione. Non può essere tenuta alcuna assemblea nel mese conclusivo delle lezioni, cioè nei trenta giorni precedenti a quello previsto per la conclusione delle lezioni stesse.

Art.33 Le assemblee di classe e d’Istituto sostituiscono le normali attività curricolari in considerazione della valenza altamente formativa della partecipazione democratica alla vita dell’Istituto, dell’approfondimento dei problemi della scuola e della società.

Art.34 Alle assemblee d’Istituto, in numero non superiore a quattro, possono intervenire esperti esterni la cui partecipazione deve essere preventivamente autorizzata dal Consiglio d’Istituto.

Art.35 Al termine delle assemblee deve essere redatto un verbale dal quale emergano i punti della discussione.

Art.36 Nell’esercizio del suo compito di vigilanza il Dirigente Scolastico o un suo delegato può sospendere le assemblee nel caso in cui venga constatata l’impossibilità di ordinato svolgimento delle stesse o la violazione del regolamento.

Art.37 Alunni e genitori possono convocare assemblee pomeridiane di classe o d’istituto utilizzando i locali della scuola. La data e l’orario di svolgimento devono essere concordati con il Dirigente Scolastico.

AULE E ATTREZZATURE SPECIALI


Art.38 L’Istituto dispone di aule speciali e attrezzature distribuite fra le varie sedi e affidate a docenti responsabile che ne indicano il funzionamento, curano il materiale in esse contenuto e provvedono a coordinarne l’utilizzo.

Art.39 L’Istituto programma l’utilizzazione delle proprie aule speciali in relazione alle esigenze didattiche dei diversi indirizzi.

Art.40 I laboratori, le aule speciali, le officine, le biblioteche si danno un regolamento di funzionamento al quale il personale della scuola e gli allievi devono attenersi.

Art.41 Per quanto riguarda le disposizioni di sicurezza si fa riferimento al piano di sicurezza dell’Istituto.

COMPORTAMENTI


Art.42 Nell’ambiente scolastico sono richiesti un abbigliamento, un atteggiamento e un linguaggio consono all’ambiente in cui si opera. Il comportamento deve quindi essere corretto e rispettoso delle persone e delle cose con cui si è a contatto, nella salvaguardia dell’integrità dei beni e della sicurezza propria ed altrui.

Art.43 E’ vietata ogni prepotenza tra pari in contesto di gruppo e qualsiasi forma di sopraffazione o violenza, fisica verbale o psicologica.L’istituzione scolastica favorisce la piena realizzazione e valorizzazione della persona, la crescita e lo sviluppo educativo, cognitivo e sociale del singolo discente, l’assunzione di comportamenti consapevoli e responsabili, mediante percorsi di apprendimento interconnessi con la realtà sociale, la cooperazione, la promozione della cultura della legalità e del benessere degli studenti, l’accettazione ed il rispetto della diversità. (Direttiva Ministro Pubblica Istruzione n.16 dd.05/02/2007 linee di indirizzo generali … per la prevenzione e la lotta al bullismo).

Art.44 Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola favorisce iniziative volte alla tutela e all’accoglienza della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali. E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione razziale nei confronti di alunni stranieri mediante sopraffazioni od offese verbali, fisiche o psicologiche.

Art.45 L’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici durante le attività didattiche rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente. Rappresenta un dovere specifico, di ciascuno studente, non utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche.Eventuali esigenze di comunicazione tra gli studenti e le famiglie, dettate da ragioni di particolare urgenza o gravità, possono essere soddisfatte, previa autorizzazione del docente.La comunicazione reciproca tra le famiglie ed i propri figli è sempre possibile, per gravi e urgenti motivi, per il tramite degli uffici di segreteria.Il divieto di utilizzare telefoni cellulari durante lo svolgimento di attività di insegnamento – apprendimento opera anche nei confronti del personale docente (linee indirizzo ed indicazioni in materia utilizzo di”telefoni cellulari” e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica Ministro Pubblica Istruzione dd.15/03/2007 e Direttiva n.104 dd.30/11/2007 Ministero Pubblica Istruzione).

Art.46 E’ vietata l’acquisizione, mediante telefoni cellulari o altri dispositivi elettronici, di immagini, registrazioni audio e filmati all’interno della comunità scolastica e la raccolta, conservazione, utilizzazione e divulgazione a terzi degli stessi (linee indirizzo ed indicazioni in materia utilizzo di”telefoni cellulari” e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica Ministro Pubblica Istruzione dd.15/03/2007 e Direttiva n.104 dd.30/11/2007 Ministero Pubblica Istruzione).

Art.47 Il fumo è vietato a tutti e in tutti gli ambienti scolastici (Legge n.448 del 28.12.2001)Presso ogni sede viene nominato, ogni anno, il responsabile cui spetta vigilare sul divieto.

Art.48 La legge attribuisce in primo luogo ai genitori il dovere di educare i propri figli (Art.30 Cost., artt.147, 155, 317 bis c.c.). Le famiglie condividono con la scuola i nuclei fondanti dell’azione educativa mediante il patto di corresponsabilità. La responsabilità dei genitori per il comportamento dei propri figli permane anche quando il minore è affidato alla vigilanza dell'istituzione scolastica; essi si liberano da tale responsabilità solo dimostrando di aver impartito al minore stesso un'educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti (Art.2048 c.c., Cass. Sez. III, 21.9.2000, n.12501; 26.11.1998, n.11984).

SANZIONI DISCIPLINARI


Art.49 I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica nonché al recupero dello studente.

Art. 50 Le sanzioni sono temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare, ispirate al principio di gradualità, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano.

Art. 51 Per la descrizione delle trasgressioni o inadempienze a quanto indicato nel regolamento d’Istituto e per l’indicazione delle relative sanzioni si rimanda al Regolamento di disciplina, stilato ai sensi del D.P.R. 24/06/1998 n.249 e del D.P.R. 21/11/2007 n.235 che costituisce parte integrante del presente regolamento.

Art.52 Allo studente è offerta, ove possibile, l’opportunità di convertirle in attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica. Dette misure si configurano non solo come sanzioni autonome diverse dall’allontanamento dalla comunità scolastica, ma altresì come misure accessorie che si accompagnano alle sanzioni di allontanamento dalla comunità stessa.

Art.53 Le sanzioni e i provvedimenti che comportano l’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni sono adottati dal Consiglio di Classe. Le sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni e quelle che implicano l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato sono adottate dal Consiglio d’Istituto.Le sanzioni disciplinari più severe che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l’infrazione sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpatoNei casi di urgenza Consiglio di Classe e Consiglio d’Istituto possono essere convocati in via straordinaria.

Art.54 Su segnalazione del docente coordinatore o di altro insegnante della classe informato sui fatti, il Dirigente Scolastico procede alla contestazione dei fatti addebitati allo studente mediante comunicazione scritta alla famiglia dell’alunno, se minorenne, o allo studente, se maggiorenne.Il Dirigente Scolastico convoca, con sollecitudine, lo studente cui è stata contestata l’infrazione disciplinare ed il Consiglio della Classe cui lo stesso appartiene, o il Consiglio d’Istituto. Quando esercita la competenza in materia disciplinare il Consiglio di Classe opera nella composizione allargata a tutte le componenti, compresi gli studenti ed i genitori, fatto salvo il dovere di astensione e di successiva e conseguente surroga, qualora faccia parte dell’organo lo studente sanzionato o il genitore di questi.Lo studente viene ammesso ad esporre la propria ricostruzione dei fatti e ad indicare tutti gli elementi a suo favore ritenuti rilevanti di fronte al Consiglio di Classe o al Consiglio d’Istituto.

Art.55 I procedimenti di irrogazione delle sanzioni che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica devono concludersi entro dieci giorni dalla contestazione dell’addebito.

Art.56 Le sanzioni disciplinari devono indicare in maniera chiara le motivazioni che hanno resa necessaria l’irrogazione delle stesse. La motivazione riveste particolare importanza per le sanzioni che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica al fine del rispetto del principio di proporzionalità e di gradualità.

Art.57 Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni viene previsto un rapporto con lo studente e i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.Nei periodi di allontanamento superiori a quindici giorni, in coordinamento con la famiglia ed, eventualmente, con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri all’inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica.Il recupero dello studente potrà essere perseguito mediante l’applicazione di sanzioni accessorie consistenti in attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica, descritte dal Regolamento di Disciplina, punto IX.

Art.58 Le sanzioni che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica nonché quelle consistenti in attività di recupero mediante lo svolgimento di attività a vantaggio della comunità scolastica vengono comunicate per iscritto allo studente o alla sua famiglia, se minorenne.

ORGANO DI GARANZIA


Art.59 Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, in forma scritta, da parte di chiunque ne abbia interesse (genitori, studenti) entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione all’Organo di Garanzia interno all’Istituto.

Art.60 La sanzione potrà essere eseguita pur in pendenza di impugnazione.

Art.61 L’Organo di Garanzia dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni.Qualora l’Organo di Garanzia non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata.

Art.62 L’Organo di Garanzia si compone da un docente designato dal Consiglio d’Istituto, un rappresentante eletto dagli studenti, un rappresentante eletto dai genitori e dal Dirigente Scolastico che lo presiede, oltre ad un membro supplente per ogni componente per i casi di incompatibilità o di dovere di astensione.

Art.63 Le modalità di nomina dei componenti sono le seguenti:

a.il Consiglio di Istituto designa un docente membro effettivo ed un membro supplente;

b.il Consiglio d’Istituto sceglie, tra i membri eletti in seno al Consiglio dalla componente studenti e dalla componente genitori, un membro effettivo (oltre ad uno supplente) che rappresenti le medesime categorie all’interno dell’Organo di Garanzia.

Art.64 L’Organo di Garanzia è regolarmente costituito, in prima convocazione, con la presenza di tutti i suoi membri.In seconda convocazione è regolarmente costituito con la presenza di tre membri.Le delibere sono adottate a maggioranza dei presenti. Le astensioni non influiscono sul conteggio dei voti.In caso di parità prevale il voto del Presidente, il Dirigente Scolastico.

Art.65 L’Organo di Garanzia rimane in carica per due anni scolastici.

Art.66 Contro le decisioni dell’Organo di Garanzia interno alla scuola è ammesso un ricorso all’Organo di Garanzia regionale.